Sicuredil - Comitato Paritetico Territoriale di Siena
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Cassa edile di mutualità ed assistenza della provincia di Siena
 
Ente senese Scuola Edile
  Home  
    Art. 1     Costituzione
  Art. 2     Partecipazione al sistema di sicurezza edile
  Art. 3     Scopi statuari
  Art. 4     Attività dell'Ente
  Art. 5     Sede e durata
  Art. 6     Rappresentanza legale
  Art. 7     Composizione del Consiglio di Amministrazione
  Art. 8     Presidente, Vice presidente e Comitato di Presidenza
  Art. 9     Convocazione ed attività del Consiglio di Amministrazione
  Art. 10   Validità delle riunioni del Consiglio di Amministrazione
  Art. 11   Bilanci dell'Ente
  Art. 12   Il Segretario
  Art. 13   Entrate
  Art. 14   Patrimonio sociale
  Art. 15   Controversie
  Art. 16   Intervento sui luoghi di lavoro
  Art. 17   Il segreto d'ufficio
  Art. 18   Collegio dei Sindaci Revisori
  Art. 19   Liquidazione
  Art. 20   Modifiche dello Statuto dell'Ente



Art. 1 COSTITUZIONE

Ai sensi dell'art.36 e seguenti del Codice Civile è costituito l'Ente Comitato paritetico territoriale per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro per le attività edilizia ed affini della provincia di Siena denominato C.P.T..
L'Ente C.P.T. non ha scopo di lucro.L'Ente è lo strumento per il perseguimento dei fini istituzionali previsti dal presente statuto e dai contratti ed accordi collettivi stipulati fra ANCE e le Federazioni nazionali dei lavoratori (FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL), nonché fra l'Associazione costruttori di Siena e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL e la FILLEA-CGIL della provincia di Siena. L'Ente costituisce per l'edilizia l'organismo paritetico di cui all'art. 20 del Decreto legislativo 19 Settembre 1994, n.626.

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Art. 2 Partecipazione al sistema di sicurezza edile

L'Ente fa parte del sistema di sicurezza nazionale paritetico di categoria coordinato dalla Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro, secondo quanto previsto dai contratti ed accordi collettivi di cui all'art. 1 del presente statuto.

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Art. 3   Scopi statuari

L'ente ha per scopo lo studio dei problemi generali e specifici inerenti alla prevenzione degli infortuni, all'igiene del lavoro e in genere al miglioramento dell'ambiente di lavoro, formulando proposte e suggerimenti e promuovendo o partecipando ad idonee iniziative.

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Art. 4   Attività dell'Ente

Per realizzare gli scopi ed i fini di cui al precedente articolo, l'ente:

  1. si avvale:
    · della propria struttura tecnica;
    · delle altre strutture paritetiche costituite ai sensi del vigente c.c.n.l. dell'edilizia, stipulato tra le parti di cui   all'art. 1;
    · di soggetti pubblici o privati competenti in materia;
  2. suggerisce e promuove l'adozione di iniziative dirette:
    · allo svolgimento di corsi di prevenzione per le persone preposte all'attuazione della normativa antinfortunistica;
    · all'introduzione e allo sviluppo dell'insegnamento delle discipline prevenzionali nell'ambito della formazione professionale per i mestieri dell'edilizia;
    · all'attuazione di interventi informativi e formativi in materia di sicurezza e salute per le maestranze edili, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, nonché i coordinatori per la sicurezza;
  3. promuove iniziative per la diffusione anche nei luoghi di lavoro di materiale di propaganda sui temi della sicurezza e della salute;
  4. si avvale delle segnalazioni riguardanti i problemi della prevenzione, dell'igiene e delle condizioni ambientali nei cantieri e negli stabilimenti, che potranno essere effettuate da ciascuna delle Organizzazioni rappresentate nell'Ente, dalle rappresentanze sindacali unitarie, dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dai datori di lavoro o dai lavoratori;
  5. esercita, con le procedure di cui al successivo art.16, ogni opportuno intervento nei luoghi di lavoro per favorire l'attuazione di norme di legge sugli apprestamenti e le misure prevenzionali e sull'igiene, nonché sulle condizioni ambientali, avvalendosi allo scopo di tecnici professionalmente qualificati;
  6. inoltre:
    · svolge i compiti di conciliazione delle controversie di cui all'art. 20 del D.Lgs. 19 Settembre 1994 n. 626/94; · svolge, di concerto con l'Ente Senese Scuola Edile, funzioni di orientamento e di promozione di iniziative informative nei confronti dei lavoratori;
    · provvede alla istituzione e conservazione di un "elenco", dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, eletti o designati nel territorio di competenza dell'Ente;
    · certifica, in funzione di norme di legge vigenti, la formazione dei coordinatori per la sicurezza, sulla base della documentazione fornita dagli Enti Scuola.

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Art. 5 Sede e durata

L'Ente ha sede in SIENA Viale Rinaldo Franci, 18 La durata dell'Ente è indeterminata nel tempo.

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Art. 6 Rappresentanza legale

La rappresentanza dell'Ente spetta al Presidente.

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Art. 7 Composizione del Consiglio di Amministrazione

L'Ente è amministrato da un Consiglio di Amministrazione composto da 6 membri designati pariteticamente:

· numero 3 dall'Associazione territoriale dei datori di lavoro di cui all'art.1;
· numero 3 dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori di cui all'art. 1.

I membri del Consiglio di Amministrazione durano in carica 3 anni e possono essere confermati; è però data facoltà alle Organizzazioni designati di provvedere alla loro sostituzione anche prima dello scadere del mandato.
I membri del Consiglio nominati in sostituzione di quelli eventualmente cessati, per qualunque causa, prima della scadenza del mandato, restano in carica fino a quando vi sarebbero rimasti i membri che hanno sostituito. Tutte le cariche sono gratuite.

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Art. 8 Presidente, Vice presidente e Comitato di Presidenza

Uno dei rappresentanti nominati dall'Organizzazione dei datori di lavoro di cui all'art. 1 assume, su designazione della stessa Organizzazione, la carica di Presidente ed uno dei rappresentanti nominati dalle Organizzazioni dei lavoratori stipulanti assume, su designazione delle stesse Organizzazioni la carica di Vice Presidente.
Il Presidente e il Vice Presidente possono delegare per iscritto le funzioni, in parte o integralmente in caso di impedimento, ad altro membro del Consiglio di Amministrazione tra quelli designati, rispettivamente dall'Associazione Industriali di Siena o dalle Organizzazioni dei lavoratori.
Il Presidente ed il Vice Presidente costituiscono il Comitato di Presidenza; il Presidente, come specificato dall'art. 6 ha la rappresentanza legale dell'Ente.
Il Comitato di Presidenza è delegato dal Consiglio di Amministrazione a:

  1. curare l'attuazione delle delibere del Consiglio di Amministrazione seguendone l'esecuzione;
  2. intrattenere rapporti con i terzi a nome dell'Ente;
  3. proporre al Consiglio di Amministrazione la ratifica della nomina del Segretario di cui al successivo art. 12;
  4. proporre al Consiglio di Amministrazione la nomina dei tecnici;
  5. predisporre il piano previsionale delle entrate e delle uscite nonché il bilancio consuntivo da sottoporre al Consiglio di Amministrazione.

Il Comitato di Presidenza inoltre gestisce sulla base degli indirizzi del Consiglio di Amministrazione, le risorse finanziarie dell'Ente con firma congiunta, con potere di nominare procuratori scelti tra i componenti del Consiglio di Amministrazione. Per la durata del Comitato di Presidenza valgono le disposizioni previste dall'art.7 per il Consiglio di Amministrazione. .

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Art. 9 Convocazione ed attività del Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce di norma una volta ogni 3 mesi ed in via straordinaria ogni qualvolta sia richiesto dal Presidente, dal Vice Presidente o da almeno 3 membri del Consiglio di Amministrazione stesso.
Ove le riunioni non siano preventivamente programmate, la convocazione del Consiglio di Amministrazione è fatta mediante avviso scritto da recapitarsi almeno 7 giorni prima di quello fissato per la riunione, ovvero, in caso di urgenza, mediante tempestivo preavviso.
Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipa, di norma, il Segretario.
Il Consiglio di Amministrazione ha il compito di:

  1. definire e deliberare i programmi di attività;
  2. approvare il piano previsionale delle entrate e delle uscite dell'Ente;
  3. approvare il bilancio consuntivo, che scade il 31 dicembre di ogni anno,
  4. verificare il funzionamento della struttura operativa dell'Ente, predisponendo gli opportuni adeguamenti, compresa l'eventuale assunzione di personale;
  5. deliberare sui rapporti di collaborazione necessari al perseguimento dei fini istituzionali;
  6. nomina il Segretario di cui al successivi art.12, su proposta del Comitato di Presidenza;
  7. definire i criteri per la scelta dei tecnici professionalmente qualificati e ratificarne la nomina;
  8. proporre ogni utile iniziativa volta a favorire la diffusione della sicurezza, in conformità degli scopi individuati dalle parti sociali.

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Art. 10 Validità delle riunioni del Consiglio di Amministrazione

Per la validità delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e delle deliberazioni relative, è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei componenti. Ciascun membro ha diritto ad un voto. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta dei voti.
Delle adunanze viene redatto verbale dal segretario o in assenza da un incaricato del Presidente. Il verbale è approvato dal Consiglio di Amministrazione e sottoscritto dal Presidente e Vice Presidente.

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Art. 11 Bilanci dell'Ente

L'esercizio Finanziario dell'Ente ha decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno. Alla fine di ogni esercizio il Comitato di Presidenza predispone il bilancio consuntivo, in conformità delle norme contrattuali, da approvarsi da parte del consiglio di Amministrazione entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio.
Entro lo stesso termine deve essere approvato il piano previsionale delle entrate e delle uscite dell'esercizio successivo, correlato alle previsioni e programmazioni dell'attività. Nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio di ogni anno e la data di approvazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite relativo all'esercizio in corso, si provvede alla gestione economico-finanziaria dell'ente, in via provvisoria, sulla base del piano previsionale approvato per l'esercizio precedente.
Almeno due mesi prima della scadenza del termine di cui ai commi secondo e terzo, il piano previsionale delle entrate e delle uscite deve essere predisposto in forma analitica dal Comitato di Presidenza e trasmesso alle Organizzazioni territoriali di cui all'art. 1 nonché ai componenti il Consiglio di Amministrazione.
Sia il bilancio consuntivo che il piano previsionale delle entrate e delle uscite, approvati secondo lo schema adottato dalle parti nazionali e accompagnati dalla relazione del Presidente e da quella del Collegio dei Sindaci Revisori, devono essere trasmessi entro un mese dalla loro approvazione per le verifiche di conformità e le valutazioni di merito alle Organizzazioni territoriali di cui all'art.1 nonché alla Commissione paritetica nazionale per la prevenzione infortuni, igiene ed ambiente di lavoro. Nella compilazione del piano previsionale delle entrate e delle uscite e del bilancio consuntivo deve essere seguito lo schema unico la cui determinazione è di competenza delle Associazioni nazionali di cui all'art.1.

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Art. 12 Il Segretario

Le Organizzazioni territoriali di cui all'art.1 possono provvedere alla designazione del Segretario, sulla base di una selezione collegata esclusivamente a criteri di professionalità.

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Art. 13 Entrare

Le entrate del Comitato sono costituite direttamente dai:

  1. contributi stabiliti dai contratti e dagli accordi nazionali stipulati dalle Associazioni di cui all'art.1 e nell'ambito di questi dagli accordi stipulati tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori della Provincia di Siena, ad esse aderenti;
  2. interessi attivi sui predetti contributi;
  3. sanzioni per ritardato versamento dei contributi di cui alla lettera a);
  4. somme riscosse per lasciti, donazioni, elargizioni e in genere per atti di liberalità o per qualsiasi altro titolo ordinario e straordinario riguardante la gestione dell'Ente;
  5. finanziamenti e sovvenzioni di Ministeri, Pubbliche Amministrazioni, Enti Pubblici e Privati nazionali e internazionali.

E' fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi riserva o capitali durante la vita dell'Ente.

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Art. 14 Patrimonio sociale

Il patrimonio dell'Ente è costituito:

  1. dai beni mobili e immobili che per acquisti, lasciti, donazioni e per qualsiasi altro titolo vengano in proprietà dell'Ente;
  2. dagli avanzi di gestione dalle somme destinate a formare speciali riserve di accantonamenti;
  3. dalle somme che per qualsiasi titolo, previe le eventuali autorizzazioni di legge, sono destinate ad entrare nel patrimonio dell'Ente.

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Art. 15 Controversie

Qualsiasi controversia inerente all'interpretazione e all'applicazione del presente Statuto è deferita all'esame delle Organizzazioni territoriali di cui all'art.1. In caso di mancato accordo fra le stesse, la controversia è rimessa alle predette Associazioni nazionali di cui all'art.1 che decidono in via definitiva.

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Art. 16 Intervento sui luoghi di lavoro

Per l'attività di cui alla lettera e) dell'art.4, il Consiglio di Amministrazione determina le modalità concrete di svolgimento delle attività di cui sopra compatibilmente con le disponibilità finanziarie dell'Ente. Esso può altresì stabilire i modi degli eventuali interventi di emergenza dell'Ente per i casi di particolare gravità. Le attività suddette sono disciplinate, in via prioritaria, come segue:

  1. su espressa richiesta delle imprese aderenti o dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, il Comitato di Presidenza programma l'effettuazione di visite dei tecnici finalizzate a fornire valutazioni e supporto alle imprese medesime ed ai suddetti rappresentanti su specifiche misure di prevenzione concretamente da adottarsi nel singolo luogo di lavoro;
  2. il Consiglio di Amministrazione, tenuto conto delle risorse organizzative in possesso dell'Ente, può programmare in via autonoma l'effettuazione da parte dei tecnici di visite a luoghi di lavoro. Le visite sono disposte normalmente con criteri di territorialità o di tipologia produttiva. L'effettuazione del programma è autorizzata dal Comitato di Presidenza. Il Segretario dà comunicazione preventiva dei programmi di visite disposte dal Consiglio di Amministrazione ai titolari o legali rappresentanti delle imprese e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza cui fanno capo i luoghi di lavoro;
  3. il tecnico incaricato della visita ha il compito di fornire chiarimenti e consigli al rappresentante dell'impresa ed ai lavoratori e/o loro rappresentanti nonché di impartire immediatamente le istruzioni ritenute più opportune, indicandone i tempi di attuazione, e di riferire tempestivamente al Segretario. Ove possibile, allo scadere dei predetti termini, è effettuata una seconda visita allo scopo di accertare l'attuazione delle misure suggerite.

Sulla relazione dei tecnici, il Comitato di Presidenza, al quale compete valutare le comunicazioni da fornire al riguardo al Consiglio di Amministrazione, è informato tramite il Segretario. Ove risulti che le istruzioni fornite e gli interventi effettuati non hanno sortito esito, il Consiglio di Amministrazione ne dispone la segnalazione alle Organizzazioni territoriali di cui all'art.1 per le iniziative del caso. Le procedure di sui sopra non esonerano le imprese da eventuali loro responsabilità penali, ne le esimono dal dare applicazione alle disposizioni o prescrizioni che fossero ad esse impartite dai competenti Organi ispettivi o di controllo previsti dalla Legge.

Art. 17 Il segreto d'ufficio

I membri del Consiglio di Amministrazione e ogni altra persona che partecipi alle riunioni dell'Ente, nonché i tecnici di cui all'art. 4), lettera e) ed il personale dell'Ente, medesimo, sono tenuti a rispettare il segreto d'ufficio.

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Art. 18 Collegio dei Sindaci Revisori
  1. Composizione
    Il Collegio dei Sindaci revisori è composto di 3 Membri designati rispettivamente: uno dall'Associazione dei Costruttori Edili della Provincia di SIENA; uno dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori in accordo tra loro ed il terzo, che presiede il Collegio, di comune accordo tra tutte le Organizzazioni Territoriali di cui all'art. 1. I membri del Collegio Sindacale designati dalle Organizzazioni Territoriali competenti devono essere scelti tra gli iscritti nell'albo collegiati, oppure nell'Albo dei dottori commercialisti, oppure nel Registro dei revisori contabili. Il Presidente del Collegio deve essere iscritto nel ruolo dei Revisori Ufficiali dei Conti o nel Registro dei Revisori Contabili. In mancanza dell'accordo, la designazione è fatta dal Presidente del Tribunale. Per tale carica non è previsto nessun compenso.
  2. Durata
    I Sindaci durano in carica un triennio e possono essere riconfermati.
  3. c) Attribuzioni I Sindaci Revisori esercitano le attribuzioni e hanno i doveri di cui agli art. 2403, 2404 e 2407 del codice civile, in quanto applicabili. Essi devono riferire subito dopo al Consiglio di Amministrazione di eventuali irregolarità riscontrate durante l'esercizio delle loro mansioni. Il Collegio dei Sindaci Revisori esamina i bilanci consuntivi dell'Ente per controllarne la rispondenza con i registri contabili. Esso si riunisce ordinariamente una volta al semestre ed ogni qual volta il Presidente del Collegio dei Sindaci Revisori lo ritenga opportuno ovvero quando uno dei Sindaci ne faccia richiesta. La convocazione è fatta senza alcuna formalità di procedura. I Sindaci Revisori partecipano alle riunioni del Consiglio di Amministrazione senza voto deliberativo.
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Art. 19 Liquidazione

La messa in liquidazione dell'Ente è disposta con accordo tra le Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all'art. 1, su conforme decisione congiunta delle Associazioni Nazionali, sentito il parere della Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro. Nell'ipotesi di messa in liquidazione le Organizzazioni Territoriali di cui al comma precedente provvederanno alla nomina di uno o più liquidatori. Trascorsi n. 12 mesi dalla messa in liquidazione, provvederà in difetto il Presidente del Tribunale di Siena. Le Organizzazioni predette determinano, all'atto della messa in liquidazione dell'Ente i compiti del o dei liquidatori e successivamente ne ratificano l'operato. Il patrimonio netto risultante dai conti di chiusura della liquidazione sarà devoluto ad altre Organizzazioni con finalità analoghe o affini di pubblica utilità, sentito l'organo di controllo di cui all'art. 3, comma 190, L. 23 Dicembre 1996 n. 662.

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Art. 20 Modifiche dello Statuto dell'Ente

Le modifiche dello Statuto sono approvate dalle Organizzazioni Territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori di cui all'art. 1, sentito il parere del Consiglio di Amministrazione e dalla Commissione Nazionale Paritetica per la prevenzione infortuni l'igiene e l'ambiente di lavoro.

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Siena, 21 Settembre 1999


 
 
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